IL TALLONE DI ACHILLE di Josè Le Dentu.
Riordinando la mia Biblioteca di Bridge, che ormai ha assunto proporzioni quasi equivalenti alla mia corporatura, ho ritrovato un vecchio articolo scritto da Josè Le Dentu, giocatore, tecnico e scrittore di Bridge di grande valenza, epoca anni ’60-’70 del secolo scorso. Ve lo propongo perché parla di aperture e di controlli che, allora, avevano un altra metodologia di valutazione, metodologia che, comunque, portava alle stesse conclusioni dei concetti moderni per valutare il peso di una mano, su basi effettive che non si fermano solo ad un arido quanto limitato e superato concetto dell’utilizzo dei punti onori Milton Work.
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In questa mano dove il piccolo slam è sul tavolo, e con una difficile manovra, colpo di Vienna e compressione, si possono anche realizzare 13 prese, Le Dentu fa qualche considerazione che mi pare sia importante evidenziare.
Le Dentu si stupisce del fatto che molte coppie partecipanti alla selezione non abbiano aperto con la mano di Sud, finendo fatalmente per giocare uno squallido contratto di 3SA. Credo che, anche spostando una ♣ a ♥, e quindi con una 4-2-2-5 sia fuori discussione che nel bridge competitivo odierno si debba aprire. Mike Lawrence sorride soddisfatto…. Con 11 p.o. e 4 ♠ capeggiate da un onore, l’apertura è fuori discussione. I recenti mondiali in Olanda hanno ampiamente dimostrato che questo è il bridge moderno da competizione.
Ma l’interessante è notare come Le Dentu definisce
le carte di Nord che ha valutato male la sua mano. perché contando solo i punti
onori, 15, la valutazione della mano è falsata, ma usando il “vecchio conteggio di
prese onori che è molto più esatto nei contratti a colore, Nord possiede quattro
prese immediate” .
Oggi, dopo l’apertura di Sud che descrive la sua mano, parleremmo di controlli e di regola di Lawrence. Comunque a fit trovato, 10 carte di ♣ in linea, di norma con 9 controlli (non si chiamano più prese immediate) fra mano e morto siamo in zona slam. La terminologia cambia, ma la matematica resta e non mente, mai. Ovviamente dopo aver verificato, con le cue bid e la Blackwood, che ogni colore non abbia due perdenti immediate e che ci siano gli Assi necessari al caso specifico.

