Il Big Deal sistema perfetto. Ma…somiglia al Goulash
A suo tempo nacque una polemica, subito smorzata, sul fatto che il Big Deal, il sistema che propone tutte le smazzate dei vari simultanei, Campionati Coppe e quant’altro si gioca in duplicato, le aggiustasse per farci arrabbiare e mettess le 6/5, con una bella 5/5 nel nostri colori esattamente in schiena a noi. Nulla di più errato e vi spiego invece dove, forse, sta il segreto.
Il Big Deal in effetti non manipola le smazzate per il semplice fatto che prima di proporle, le ha già generate tutte. Per l’esattezza il Bigdeal ha in memoria 635. 013.559.600 board. Infatti le distribuzioni possibili di una mano sono ben 635. 013.559.600.
E allora dove è la parte scoperta del nucleo atomico? Io credo di averlo intuito e le mie statistiche, da quattro anni a oggi, giorno dopo giorno, me ne danno conferma, supportate, anche, per la sola parte matematica, dall’autorevole parere della Prof. Annamaria Squellati un’autorità Bocconiana in campo matematico e, ovviamente, bridgista appassionata.
Ogni mano, essendo tutte generate in precedenza, ha in teoria le stesse probabilità di uscire, di un’altra. Ma al torneo Grand Prix di Giovedì scorso, 2 febbraio 2012, si è verificato un fatto sospetto, che del resto conferma quello da ormai da tempo sto monitorando e seguendo, con assoluta tenacia e testardaggine, perché io, che non sono certo un matematico e men che meno un genio, quando addento una preda non mi scappa più. Se un fulmine mi cade in testa cinque volte, non può essere un caso.
Ecco i fatti: il GP del 2 febbraio ha proposto ben 7 K secchi, dei quale 5 di ♦. Che una qualsiasi carta sia secca, nel caso esaminato il K♦, ci sono 3.910.797.436 probabilità, numero che, rapportato al totale suddetto delle possibili smazzate, ha una probabilità di uscire dello 0,61%/0,62%.
Per i non matematici, come me, la Prof. Squellati ha spiegato che trovare un K♦ ti può capitare una volta ogni 162/163 mani. Invece giovedì è capitato ben 5 volte! Con buona pace del calcolo delle probabilità. Che è matematica e non becero possibilismo.
Questa la notizia cattiva: quella buona è che a fine anno pubblicherò uno studio statistico fatto su qualche migliaio di mani, dove scoprirete che la tabella dei resti è del tutto diversa da quella nota e fatta su mani smazzate a caso.
Per darvi un’idea, allo stato attuale delle statistiche in mio possesso, quando avete fuori un resto di 5 carte e la mano è proposta dal Bigdeal, la tabella dei resti è la seguente, indicando a sinistra la Bigdeal e a destra i resti tradizionali:
Probabilità resti Bigdeal Probabilità resti matematici
3-2 2-3 ► 38,50% 3-2 2-3 ► 67,83%
4-1 1-4 ► 46,35% 4-1 1-4 ► 28,26%
5-0 0-5 ► 15,15% 5-0 0-5 ► 3,91%
Terrò aggiornati gli amanti delle statistiche utilizzate per giocare sempre la massima chance, fin d’ora avvertendovi che quando avete in linea 10 carte fra mano e morto, di solito è il colore di atout, e delle alte vi manca solo il K, non fate l’impasse perché in oltre il 75% dei casi è fuori impasse, secondo o secco. Ma le analisi procedono: ora sto vivisezionando le mani del simultaneo di ieri sera, il sabato del villaggio….
Per concludere: il mio parere, per quello che può valere, ma che la matematica mi suggerisce, è questo. il Big Deal genera tutto le mani. Dopo di ché al computer viene dato un input ben preciso che ordina di esporre le mani secondo certi criteri. Per evitare le distribuzioni maledette basterebbe dire al compter: effettua la scelta casuale delle mani nel tuo cervellone. E ritorneremmo al vecchio bridge di partita libera, dove le mani le distribuivamo al tavolo e le 6-5 capitavano sì, ma secondo percentuale e non troppo spesso. Chi amava quel tipo di partita libera giocava il bridge-goulash le cui distribuzioni, fatte senza mescolare le carte dopo la mano giocata in precedenza, davano distribuzioni di tipo carnevalesco.

