ANCHE LE FORMICHE SI ARRABBIANO
Come prevedevo, la mia nota sulla casualità del sistema Big Deal ha suscitato un mare di polemiche, ma le mie statistiche non mentono. Ora con un normale lasso di tempo per la traduzione del documento qui di seguito indicato, vi pubblicherò, con cadenza trisettimanale, la traduzione del BIG DEAL A new program for dealing bridge hands Hans Van Staveren September 8, 2000
Questo non mi impedisce peraltro di precisarvi, con linguaggio terra terra per i non
addetti ai lavori, sperando di farmi capire, alcuni punti sulla base informatica, grazie alla
consulenza dell’Ing. Luigi E. Luce titolare di una delle più importanti aziende del settore
informatico, la DELTA SOFTWARE di Milano.
Dietro a ogni programma di “generazione di numeri casuali”(nel nostro caso la
distribuzione delle carte nella mano) ci sono algoritmi (metodi di calcolo) che guidano la
scelta dei numeri secondo una predefinita probabilità che un certo risultato (la
distribuzione delle carte) accada. È chi ha creato il programma che definisce quale tipo di
distribuzione utilizzare sulla base della sua esperienza e del tipo di distribuzione delle
carte che vuole ottenere (la più frequente? o la meno banale? o …). Il computer esegue
di conseguenza. Per capirci, il computer genera una distribuzione casuale, ma la
frequenza con la quale compaiono mani 4-3-3-3 o 5-4-2-2 o 6-5-2-0 ecc. è quella che il
programmatore ha chiesto al computer di rispettare perché, ad esempio, è quella che lui
sa essere la più frequente, oppure perché sono quelle più interessanti (o meno banali) da
giocare.
Una precisazione, alla buona, per i non addetti ai lavori: cosa è un Bit, che non è un
aperitivo. Il bit, poi capirete perché lo cito ora, è un’unità di misura la cui definizione
deriva da un acronimo inglese del binary unit. Un acronimo composto, come quello della mia
amata Splimit!
Dalla mitica Wikipedia, Enciclopedia che troneggia in internet, cito letteralmente per i
più curiosi:
In informatica ed in teoria dell'informazione, la parola bit ha due significati
molto diversi, a seconda del contesto in cui rispettivamente la si usa:
• un bit è l'unità di misura dell'informazione (dall'inglese "binary unit"), definita
come la quantità minima di informazione che serve a discernere tra due possibili
alternative equiprobabili.
• un bit è una cifra binaria, (in inglese "binary digit") ovvero uno dei due simboli
del sistema numerico binario, classicamente chiamati zero (0) e uno (1).
La differenza di significato tra le due definizioni, può riassumersi con una frase
come: "la ricezione degli ultimi 100 bit (simboli binari) di messaggio ha
aumentato la nostra informazione di 40 bit (quantità di informazione)" (la
quantità di informazione portata da un simbolo dipende dalla probabilità a priori
che si ha di riceverlo).
Dalla traduzione che farò del testo del Big Deal – versione 1.1 – capirete perché se è
vero che il sistema ha generato tutte le mani possibili, è altrettanto vero che non è
puramente casuale, in quanto noi indichiamo gli algoritmi da utilizzare. Lo stesso autore
del Big Deal afferma, scoprendosi, che è impossibile indovinare una frequenza di
distribuzione, se non a posteriori dopo aver visto tutte le mani proposte. E la mia
modesta risposta, supportata dalla consulenza matematica della Prof. Squellati e da quella
informatica dell’Ing. Luce, è la seguente: ma che importa vedere a posteriori se ad ogni
mano, forte delle statistiche di anni di paziente studio e raccolta dati, io so che la tabella
dei resti è del tutto diversa nel Big Deal da quella che ci mostra la pura e semplice probabilità
matematica?
La casualità in queste situazioni è pari alla mia somiglianza con George Clooney: certo se
spegniamo la luce, mettiamo una osservatrice a tre metri di distanza al buio, la povera
può scambiarmi con George con il quale ho una sola caratteristica in comune. Il
sesso:maschile.
Ritornando a parlare seriamente. Il Big Deal è sicuramente il migliore dei sistemi in
circolazione, su questo non ci piove, fra l’altro lo ha confermato l’autorevole parere della
WBF che lo ha adottato come sistema ufficiale dalle Olimpiadi dal 2000 a oggi e che io
trovo particolarmente divertente e di un certo fascino misterioso. Quanto alla casualità
ognuno di voi si farà la propria opinione.
Capito perché a volte anche le formiche si arrabbiano?

