IL GIOCO CON IL MORTO A COLORE - I fondamentali e la soluzione del problema 3 del 24 settembre
Vediamo subito che non abbiamo perdenti,
escluso il colore di atout che dobbiamo gestire con un accurato gioco di
sicurezza per neutralizzare un’eventuale 4-0 dei resti.
Primo
problema: analizzare al microscopio l’attacco di 10♥.
Può venire da una figura tipo 10xxx? Se l’attaccante è in preda ai fumi
dell’alcool, forse, ma se è in stato normale e non di etilismo acuto,
escludiamo l’attacco di alta da una sequenza quarta. Può avere attaccato da 10–x?
L’attacco in doubleton, sempre fra i più rischiosi se non è fatto in un colore dichiarato in interferenza dal compagno, è orribile, da 10-x, poi, è più che orribile. Osserviamo anche che da una figura 10xx di norma si attacca di piccola. Potrebbe dunque trattarsi di un attacco in singleton e quindi noi, e qui passiamo alla seconda parte del problema, dobbiamo evitare di mettere in mano Est muovendo atout dalla mano. Quindi la prima carta da giocare dal morto è A♥.
Secondo
problema. Per combattere la 4-0, unica figura dei resti di atout che potrebbe
mandarci down, dobbiamo giocare la sicurezza. Piccola picche e al secondo giro si supera
di misura la carta del primo difensore di turno, Est. Ma se abbiamo visto perché non
dobbiamo lasciare, dopo l’attacco, in mano Est, ad evitare l’eventuale taglio a
♥ di Ovest, allora dobbiamo giocare dal
morto le atout.
Ecco perché si deve prendere l’uscita di A♥, giocare 2♠ verso la mano superando, di misura, la carta di Est. Se Est non risponde si prende di A♠ di mano e si concede a Ovest la sola presa di atout che gli spetta.
Se avessimo preso l’uscita con un pezzo alto di ♥ di mano, avremmo poi dovuto giocare atout dalla mano e saremmo rimasti senza un valida difesa contro la 4-0 di atout in Ovest dovendo per forza passare il K♠ da morto. Sempre per non dare la mano a Est che, dopo l’attacco, non deve prendere mai, ad evitare un possibile taglio a ♥ di Ovest.
La mano è tratta dal libro COME VINCIRE A BRIDGE di Victor Mollo i cui diritti per l’Italia ho acquistato nel 1968 e pubblicato in Italiano, naturalmente, il libro, la cui superstite unica copia è gelosamente custodita nelle mie mani.

