LE APERTURE - Contiamo i punti ma valutiamo la mano
Per valutare se una mano vale o meno un'apertura non limitiamoci a contare i punti. Queste le opininioni di Goren, Albarran e Chiaradia.
LA VALUTAZIONE DI UNA MANO
PUNTI e DISTRIBUZIONE
Molti
giocatori si limitano a contare i punti di una mano secondo il metodo classico di
Milton Work che assegna i seguenti punteggi:
A=4 K=3 Q=2 J=1
Questo
modo di valutare il valore di apertura di una mano è di base, e ormai
universalmente adottato, ma è elementare e incompleto. Ci sono infatti altre
tre metodologie, altrettanto importanti, studiate e messe a punto da Goren e
Albarran e Chiaradia che in troppi
ignorano e che si basano.
E qui siamo alle basi elementari del Bridge. Le suddette metodologie, ovviamente, tendono a valutare e correggere il punteggio di apertura del metodo Milton Work.
E’ stato l’americano Charles Goren che ha avuto l’idea di attribuire ai valori di corto queste valutazioni
Chicane=3 punti Singolo =2 punti Doubleton = 1 punto
La quotazione dei valori corti, in apertura e salvo verifica durante la licita per i casi di fit e di misfit, è stata studiata per valorizzare automaticamente la loro forza in prese di affrancamento o in prese di taglio dei colori lunghi che, inevitabilmente accompagnano i corti. Ma prima di Goren, Pierre Albarran aveva già messo a punto un modo di valutare la distribuzione, basato sulla quotazione dei colori lunghi. Questo metodo, di fatto un po’ più complesso, fu la causa, ai tempi, di un utilizzo molto ristretto. Anche allora, riteniamo che studiare desse meno piacere che giocare.
Però, cosa curiosa, questi due sistemi di valutazione della forza di apertura di una mano, pur per vie diametralmente opposte, giungono a risultati rigorosamente identici tenendo conto Albarran, anche delle distribuzioni possibili fra le più frequenti, alle quali assegnare un punteggio. Vediamole:
4-3-3-3 = 0 Distribuzione nota come “ la bara del bridge”.
4-4-3-2 = 1
5-3-3-2 = 1
5-4-3-2 = 2
5-4-3-1 = 2
4-4-4-1 = 2
6-3-2-2 = 2
5-5-2-1 = 3
6-4-2-1 = 3
5-4-4-0 = 3
Eugenio Chiaradia, francamente non sappiamo se prima o dopo Pierre Albarran, ha seguito gli stessi criteri del mito francese, ma utilizzando il segno +, in negativo o in positivo, per una valutazione ancor più precisa dando al segno stesso il valore del 25%. Per esempio per un K secco si toglie 1 punto + mentre al K secondo di cartina si toglie un +. Potremmo continuare a lungo sulla spiegazione dei valori addizionali di partenza, così li chiama il Professore, valori comunque che, come quelli di scuola francese con qualche sfumatura di differenza, seguono lo stesso criterio base valutativo.
Preferiamo dunque, facendo riferimento al metodo Albarran, mixato alle sfumature più importanti della scuola napoletana, proporvi delle tabelline semplici che vi rendano la valutazione iniziale più agevole da effettuare e soprattutto la metodologia da ricordare e memorizzare.
Alle note sopra riportate ricordate tre principi fondamentali:
- quando la mano non contiene nemmeno 1 Asso, togliete 1 punto.
- togliete
1 punto per un J secco, 2 punti per una
Q secca o una figura di Q-J secchi e 3
punti in meno quando la mano contiene un K secco. Su quest’ultima ipotesi.
K secco, non
condividiamo come
fa del resto la scuola napoletana, la detrazione di 3 punti. Toglierne 2 ci
pare una valutazione saggia,
tenendo presente che Chiaradia toglie 1 punto +. Questo caso
limite deve essere valutato, ci pare, dalla sensibilità del singolo giocatore sul da farsi.
La
presenza al tavolo, la situazione del vostro score, l’aggressività o meno del
vostro stile di
gioco, sono l’ago della bilancia.
- quando
la mano contiene plus valori come 10-9
nello stesso colore o tre 10 è prudente
aggiungere 1 punto, soprattutto se stiamo andando a giocare un contratto a SA.
Quando
la mano contiene onori bassi isolari, come la figura Q x x, è bene stare
con i piedi ben piantati a terra. Questa figura non è certo un plus
valore, a parte i 2 punti che
assegniamo alla Q.
Tutte queste valutazioni non toccano per nulla la regola di Lawrence, che molti di voi conoscono come la regola del 15, che va applicata ignorando tutte le variabili qui indicate in quanto la Lawrence si basa sulla presenza di una quarta onorata di ♠.
Ci pare superfluo sottolineare che quanto sopra esposto vale come valutazione di inizio quando ci domandiamo se con quelle carte si deve o non deve aprire. Le varianti delle valutazioni iniziali dipendono dalla dichiarazione successiva.
I corti hanno valore teorico d’inizio, ma acquistano valore reale solo dopo aver verificato dalla dichiarazione col compagno, la posizione dei corti stessi. Se un corto cade sulla lunga del compagno ha un valore minore rispetto a un corto che coincide con una terna di scartine del compagno. Sono note banali, ma servono per chiarire le idee. A-K-Q del morto sulla chicane del dichiarante nello stesso colore, non servono a nulla, mentre la stessa figura A-K-Q del morto su tre scartine del compagno copre tre perdenti.
Quindi i valori di apertura di corto si contano salvo svalutarli o confermarli nel corso della licita. Sono elementi di valutazione variabili.

